LA PASSIONE DEL MOTOCROSS – Uno “scappato di casa” a Matterley Basin

Scritto lunedì 9 ottobre 2017 alle 17:23.

Eccovi qui un piccolo racconto di quello che noi chiamiamo vera passione, aspettare di vedere la gara più bella dell’anno dopo aver lavorato un anno intero e godersi lo spettacolo davanti ad ogni situazione meteo, l’importante è esserci ad ogni costo, così in poche righe il nostro AngelMx ci racconta e ci da un suo pensiero riguardo il VERO MOTOCROSS!

 

Uno “scappato di casa” a Matterley Basin

Sono Angelo, un cinquantunenne malato di motocross, come quasi sempre anche quest’anno sono andato al Nazioni.

Era un po’ che mancavo dalla Gran Bretagna, quindi ho di nuovo subito il trauma della guida “dalla parte sbagliata della strada”, però dopo un paio di specchietti sinistri chiusi “automaticamente” ho iniziato a prenderci la mano, poi –visto che il navigatore non funzionava- mi sono attrezzato con sistemi Hi-Tech!!!

Appena arrivato il tempo era buono, ero ottimista…
Comunque, dopo aver fatto il turista il giovedì sera e il venerdì, è arrivato il sabato.


Raggiungo il tracciato, parcheggio, poco convinto di riuscire ad andare via (ma questo è il parcheggio standard di una gara di motocross, e mi sta bene così, fa “avventura”) ed entro, rispetto al solito era tutto un po’ approssimativo, non sono riuscito a comprare un programma e per acquistare il pass per i box ho dovuto camminare “a naso”, pass per il paddock che potevo risparmiarmi, visto che non me l’ha mai controllato nessuno.

Comunque la pista è bellissima, e non so con un tempo così quante avrebbero tenuto.

Aprire il terreno è toccato ai ragazzini della “Yamaha YZ125 Blu Cru Cup”, una bella iniziativa gestita dal grande Alberto Barozzi.

Giro nel Paddock, dove insieme ad alcuni amici (giovani e malatissimi, quest’anno oltre al Nazioni hanno seguito nove prove del Mondiale) ho fatto una bella chiacchierata con un nostro pilota (non uno del Trio Azzurro), e ho avuto conferma da chi vive la cosa direttamente che SI STA ESAGERANDO, la “fuffa” prevale TROPPO sulla sostanza, e il giocattolo si sta rompendo, bisogna ridimensionarsi e tornare alla concretezza (l’uscita di Kawa Monster dalla MX2 e di SUZUKI dal Mondiale sono segnali INEQUIVOCABILI).

Girando per il paddock ho incrociato Graham Noyce (Campione del Mondo della 500 del 1979) e Roger DeCoster, volevo fare una foto con loro, ma stavano chiacchierando e non li ho voluti interrompere.

Allo stand FOX ho rischiato di vincere un casco, ma non sono stato abbastanza veloce a rispondere a un quiz e mi hanno fregato…
Comunque c’erano Ricky Carmichael e Sebastien Tortelli, tutti e due molto sereni, RC sempre con qualcosa da bere in mano. Tanto è vero che Tortelli aveva più ricordi e The GOAT si è giustificato –ridendo- con il fatto che FORSE aveva bevuto QUALCHE birra in più!!!

Il sabato il terreno era in buono stato, ma…    …Pioggia tutta la notte!!!

La domenica mattina sveglia prestissimo per “aprire i cancelli”, diversamente il posto accuratamente scelto il sabato sarebbe stato occupato.

Già camminare non era facile…

  

Comunque il terreno lo hanno di nuovo aperto i poveri ragazzini della 125 Blu Cru, molti avranno deciso di cambiare sport, oppure sono destinati ad essere dei veri duri!

Il sabato avevo già notato che degli americani solo “Ozzy” Osborne era competitivo (solo dopo ho saputo che Covington si era danneggiato il ginocchio).

Sulla gara non mi dilungo, visto che l’avrete guardata e sapete tutto.

Per me la Francia ha vinto con pieno merito (considerato chi, per cause di forza maggiore hanno lasciato a casa) e Paulin è sempre il più bel pilota del mondo da vedere, RoRò Febvre gran cuore, ottimo Charlier.

Anstie, grande orgoglio, ha confermato che se è in giornata è duro da battere, dovrebbe trovare la costanza.

Herlings…   ..è Herlings.

Grande Lupino, speriamo abbia trovato “la quadra”.

Cairoli dopo essersi steso tentando di passare subito Paulin (e credo che se ci fosse riuscito TUTTO avrebbe preso una piega diversa per lui) ha tirato visibilmente i remi in barca, e credo che abbia pensato ad uscirne integro fisicamente. Cervellin ho sentito che ha ancora problemi alla gamba, ed in effetti guidava sulle uova sempre in piedi sulle pedane.

In conclusione devo dire che –a causa del meteo- questo MXoN me lo sono goduto un po’ meno e -sempre a causa delle condizioni sfavorevoli- il pubblico era tanto, ma non c’era il pienone.

Ciò che si conferma è che il MOTOCROSS è uno sport di nicchia, solo un appassionato si butta nel fango e sta una giornata sotto la pioggia per vedere i suoi “idoli” all’opera, per godere dello STATO dell’ARTE di questo sport.

“Piste” improvvisate pericolosamente negli autodromi sono solo un misero e dannoso surrogato.

Togliamo le cavolate inutili e torniamo al motocross VERO, quello che si corre su QUESTE piste.

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