Marc Marquez: “Volevo essere un crossista …”

Scritto mercoledì 12 luglio 2017 alle 17:29.

Marquez: “Volevo essere un crossista …”

Credit ‘Adam Wheeler/OTOR’

Traduzione by Ryan Introvigne

 

Jonathan Rea, campione del mondo Superbike e appassionatissimo di motocross, ha ammesso malvolentieri l’anno scorso che Marc Marquez era più veloce di lui, ma anche di tutti quei piloti d’asfalto che si dilettano ad allenarsi anche sulla terra.
Il 24enne Marquez non ha mai nascosto la sua passione per questo sport e si allena spesso con l’ex Campione Spagnolo MX2 Jose Luis Martinez vicino alla sua base a Lleida, ad esempio nella struttura di Rufea o in alcune piste nelle vicinanze. Nella off-season della MotoGP il n.93 ospita anche un Allianz Motor Camp per la durata di 3 giorni, rivolto ai giovani.
Recentemente il pilota Honda Repsol ha approfondito l’argomento motocross e la relativa passione, rivelando sorprendentemente che a inizio carriera lui avrebbe voluto diventare un crossista, fino a quando a suo padre venne offerta una possibilità di correre nel road racing e così la famiglia cambiò direzione.
Chiedete a Marc del motocross ed i suoi occhi si illuminano. Tutta un’altra cosa rispetto alle domande sulla sua Honda, sui problemi della MotoGP, le gomme Michelin o i rivali in pista. Conosce tutto della MXGP e dei campionati AMA, e quando gli viene chiesto se il motocross sia troppo pericoloso per i piloti MotoGP, si irrigidisce e afferma che gli aspetti positivi superano di gran lunga i rischi e lui non intende smettere.

Sulla sua passione per il motocross…
Una delle più grandi differenze la trovi nella pista. Un giorno può essere bucata, mentre quello successivo può essere meglio o peggio. Mi piace il fatto che tu debba improvvisare sulla moto ed è una cosa che puoi utilizzare per migliorarti anche su asfalto. Faccio motocross sin da quando sono piccolo e dipende tutto dal pilota.Ok, devi lavorare con le sospensioni ma il pilota fa la differenza.

Sul momento in cui bisognava prendere una decisione..
Si c’è stato un momento in cui dovevo scegliere.. e avrei voluto essere un crossista. Avevo 9 anni e un team mi ha fatto un’offerta per correre (i fratelli Rojas) e da lì è cominciata la mia carriera. Ne eravamo molto grati e poichè mi pagavano tutto, mio padre mi ha costretto a scegliere la via “asfaltata”.

Se abbia mai pensato ad una vita alternativa da motocrossista….
Non proprio, perchè vieni coinvolto in un altro mondo e ci sono comunque le moto. Se ti organizzi bene, riesci comunque a fare parecchio motocross ed anche a correre volendo..penso di aver fatto una buona scelta.

Sul dover ancora guidare nella sabbia..
E’ difficile trovare piste sabbiose in Spagna ma l’anno scorso mi sono fermato in Olanda dopo Assen…anche se assolutamente non posso prendere rischi. Mi piacerebbe molto iniziare qualcosa di simile in Spagna in uno di questi inverni. So che è un grandissimo allenamento fisico e quindi mi piacerebbe.

Sull’essere più veloce del fratello Alex..
Ho iniziato prima e non ho mai davvero smesso, a differenza sua. Penso che quello che impari da bambino non lo scorderai mai. Comunque sta migliorando molto, specialmente la forza nelle braccia e il posizionamento, e se non sto attento mi raggiungerà in breve tempo.

Sull’avere un po’ di pressione da un compagno di allenamento che è stato campione di Spagna mx..
ahah! Questa è una delle motivazioni per andare forte! Mi sono allenato molto con lui dal 2013, ed ancora di più dal 2014, perchè mi aiuta avere uno come lui che mi spinge. Non è la stessa cosa di allenarti da solo, dove finisci per guidare nella tua zona di comfort, al tuo livello. Mi aiuta molto avere un compagno d’allenamento così e inoltre mi dà confidenza e stabilità perchè ha corso e sa cosa serve ad un pilota. A meno che tu non ci sia passato, anche se sei una grandissima persona, non puoi capirlo realmente..

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Marquez: “I wanted to be a motocrosser…”

Credit ‘Adam Wheeler/OTOR’

World Superbike champion and motocross fanatic Jonathan Rea reluctantly admitted last year that MotoGP Champ Marc Marquez was probably the faster of the two title-holders and the quicker of the large band of asphalt racers that regularly get onto the dirt. 24 year old Marquez has made no secret of his affection for the sport and frequently rides with training partner and former MX2 Spanish Champion Jose Luis Martinez close to his base in Lleida at the Rufea facility and other tracks in the vicinity like Pons. In the MotoGP off-season #93 also hosts an Allianz Motor Camp for three days for a host of youngsters invited to apply for the scheme held in Catalunya.

Recently the Repsol Honda rider spoke more in-depth about his motocross passion and included the surprising revelation that he actually initially wanted to pursue a career off-road, until his father, Julià, received an offer of support to try road racing and the Marquez family changed direction.

Ask Marc about motocross and his eyes light up. This is a different line of inquisition compared to questions about his works RCV, issues of MotoGP, Michelin tyres or his racing rivals. He knows a lot about MXGP, AMA Supercross & motocross and when the subject of whether training off-road is too dangerous for highly-paid MotoGP athletes became another hot topic in the paddock – following Valentino Rossi’s crash on a landing of a jump a few days prior to the race in Mugello – Marquez was adamant that the positives of MX outweighed the risks and he wouldn’t stop.

On his fondness for motocross…

One of the main reasons is the difference you find at the track. One day it can be bumpy and another day worse or better. I like that you have to improvise on the bike and it is something you can use to improve [yourself] on the road race track. I’ve done motocross since I was small and it all comes down to the rider. OK, you have to work with suspension, but the rider makes the difference.

On whether there was a moment to choose…

Yes…and I wanted to be a motocrosser. I was nine a team made an approach for the asphalt with bills paid – the Rojas Brothers team from Mataro – and they supported me and started my career. We were really grateful and because everything was being paid my Dad said: ‘boy, off to road racing you go…’

On whether he ever thought about an alternative life as a motocrosser…

Not really because you become involved in another world and it’s still bikes. If you get yourself organised then you can still do quite a lot of motocross and a race now and then. I think I took a good path.

On still needing to ride the sand…

It’s been difficult to find the tracks in Spain but last year I stayed behind after Assen…I also cannot really take any risks. I’d love to try and will start one of these winters with something similar in Spain. I know it is great physical training so I’m keen.

On having a better level than his brother, Alex…

I started earlier and never really left it and he didn’t do so much. I think what you pick up as a kid never really leaves you. But he’s improving a lot, especially with his arm strength and positioning and if we’re not careful he’d quickly be at the same level.

On having any pressure with an ex-Spanish MX Champion as training partner?

Ha! That’s one of the reasons [to go well]. I’ve been training a lot with Jose [Luis Martinez] since 2013 and even more since 2014 and it works for me having a guy that pushes. It’s not the same as training alone and where you fall into a comfort zone. Having a fast guy there is like sparring, and he gives me confidence and stability because he used to race as well and knows what a rider needs. Unless you have been there – even if you are a great person – then you never really quite know.

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